Il 13, 14, 15 e 20 novembre Fuori Orario di RAI3 dedica altre quattro notti al cinema di Gianni Amico. Riceviamo e volentieri pubblichiamo il programma, che include la proiezione di Strategia del ragno diretto da Bernardo Bertolucci, per lunghi e poetici anni amico e collaboratore di Gianni Amico.

 

Venerdì 13 novembre 2020

RAI3 dalle 01.15 alle 06.00 (285’)

SAUDADE DE GIANNI AMICO

APPUNTI, RITORNI, AFFINITÀ ELETTIVE (1)

a cura di Fulvio Baglivi

 

ADRIANO APRA’: GIANNI AMICO, L’AMICO

A cura di Fulvio Baglivi, dur., 15’

Un intervento di Adriano Aprà, critico, studioso, direttore di cineclub e di festival, compagno di Gianni Amico fin dalla prima metà anni ’60. Da Rossellini a Bertolucci, Godard e Cahiers, la Nouvelle Vague e il Cinema Novo, Aprà e Amico hanno condiviso punti di riferimento, percorsi, festival ma anche case, amici, passioni. Figure imprescindibili per le idee e le pratiche del “nuovo cinema” alla fine degli anni ’60, quando fu Cinema&Film, la rivista fondata e diretta da Aprà tra il 1966 e il 1970, ad imporre Tropici come film fondamentale e di rottura per il cinema italiano, così come fu grazie a Gianni Amico a far sì che Adriano facesse il suo unico film di finzione, Olimpia agli amici.

 

L’INCHIESTA

(Italia, 1971, col., dur., 91’)

Regia: Gianni Amico

Interpreti: Claudio Volonté, Anne Wiazemsky, Joel Barcelos, Teresa Ricci

Prodotto dalla Rai e sceneggiato insieme a Bernardo Bertolucci mentre il giovane fratello Giuseppe è assistente alla regia, è la storia di Giuliano Santori, corrispondente da Genova di un quotidiano romano, che indaga su una clinica psichiatrica di Genova. Costruito a “pezzi” come una matrioska il film evidenzia l’annullamento dell’individuo attraverso la detenzione psichiatrica e la solitudine, l’impossibile riconciliazione tra i sentimenti e i desideri e la “normalità” imposta dalle regole della società.

 

STORIE IN UNA STANZA – IL REGISTRATORE

(Italia, 1975, col., DUR., 34’43”)

Regia: Gianni Amico

Interpreti: Macha Meril e la voce di Sergio Graziani

Trasmesso il 3 maggio del 1975 all’interno della serie Storie in una stanza, è un film breve centrato sull’atmosfera claustrofobica e l’inquietudine attraverso una dattilografa impegnata con la voce registrata dello scrittore per cui lavora.

 

STRATEGIA DEL RAGNO     

(Italia, 1970, col., dur., 94’10’’)

Regia: Bernardo Bertolucci

Interpreti: Giulio Brogi, Alida Valli, Pippo Campanini, Franco Giovannelli

Ispirato al racconto Tema del traditore e dell’eroe di Borghes del 1944, Bertolucci ambienta la storia in un immaginario paese del parmense, Tara, dove Athos ritorna per indagare sulla morte del padre, ucciso dai fascisti, eroe della Resistenza. Chiamato dall’amante del padre, Athos scopre man mano che il padre aveva tentato senza successo, per via di una soffiata ai carabinieri, a uccidere il Duce durante una messa in scena del Rigoletto. Entrato nel teatro un pomeriggio mentre s sta provando ancora il Rigoletto Athos scopre anche che la morte eroica del padre era stata orchestrata da lui stesso e messa in pratica con l’aiuto degli amici.

 

 

Sabato 14 novembre 2020

RAI3 dalle 01.40 alle 06.30 (290’)

SAUDADE DE GIANNI AMICO

APPUNTI, RITORNI, AFFINITÀ ELETTIVE

(2)

a cura di Fulvia Baglivi

 

RITORNO

(Italia, 1973, col., dur.,90’45”)

Regia: Gianni Amico

Interpreti: Ilaria Occhini, Laura Betti, Luigi Diberti, Luigi Piovanelli, Paolo Brunatto

Sceneggiato con Enzo Ungari, realizzato per la TV, è il film degli anni ’70 che contiene già molti tratti che Gianni Amico svilupperà dalle Affinità Elettive in avanti, soprattutto nei due lungometraggi Io con te non ci sto più (1983) e Un amore sconosciuto (1989). Ritorno è un film costruito sull’intimità, con una coppia che ritorna al paese natale dell’uomo perché un telegramma gli ha annunciato che il padre è in fin di vita.

 

LE AFFINITÁ ELETTIVE (prima puntata)

(Italia, 1979, col., dur., 72’38”)

Regia: Gianni Amico

Interpreti: Francesca Archibugi (Ottilia), Nino Castelnuovo (il Capitano), Paolo Graziosi (Edoardo), Veronica Lazar (Carlotta), Edoardo Torricella, Federico pacifici, Lucia Poli

La teoria delle affinità chimiche applicata alla dinamica dell’amore. Una coppia sposata a contatto di due ospiti va incontro al disfacimento, due nuove coppie si formano e si dividono a loro volta tragicamente. Andato in onda in tre puntate, il romanzo di Johann Wolfgang Goethe (pubblicato nel 1809) nella rilettura di Gianni Amico è una delle migliori reinterpretazioni di un classico della letteratura nella storia delle produzioni RAI. Marco Melani e Italo Alighiero Chiusano hanno collaborato con Amico alla sceneggiatura. “Le affinità elettive appartiene a un genere letterario molto moderno, quello del romanzo-saggio. Mi ha colpito soprattutto l’intuizione della psicanalisi, sia come problematica che come scienza. Un’intuizione che ha dell’incredibile se si pensa che il romanzo è stato scritto cent’anni prima di Freud. Oggi solo i classici sono veramente moderni. Parlando genericamente possiamo dire che il romanzo comincia come una commedia mondana in un clima illuminista e termina come una tragedia romantica” (Gianni Amico)

 

OLIMPIA AGLI AMICI             

(Italia, 1970, col., dur., 72’38’’)

Regia: Adraino Aprà

Interpreti: Olimpia Carlisi, Pier Luigi Aprà, Maria Pia De Cenzo

Ricostruzione semi-documentaria della tragedia riguardante il secondo conflitto mondiale letto in trasparenza al volto e al corpo di Olimpia Carlisi. L’attrice è lo specchio in cui va a riflettersi la tragedia bellica della guerra conclusasi nel 1945. Esordio alla regia dello studioso Adriano Aprà che porta sullo schermo una storia in parte autobiografica con la sua visione del cinema e i suoi riferimenti autoriali, Dreyer, Renoir e Rossellini su tutti.

 

 

Domenica 15 novembre 2020

RAI3 dalle 02.45 alle 06.00 (195’)

SAUDADE DE GIANNI AMICO

APPUNTI, RITORNI, AFFINITÀ ELETTIVE (3)

a cura di Fulvio Baglivi

 

LE AFFINITÁ ELETTIVE    (2° e 3° puntata)

(Italia, 1979, col., dur., totale 136’29”)

Regia: Gianni Amico

Interpreti: Francesca Archibugi (Ottilia), Nino Castelnuovo (il Capitano), Paolo Graziosi (Edoardo), Veronica Lazar (Carlotta), Edoardo Torricella, Federico pacifici, Lucia Poli

La teoria delle affinità chimiche applicata alla dinamica dell’amore. Una coppia sposata a contatto di due ospiti va incontro al disfacimento, due nuove coppie si formano e si dividono a loro volta tragicamente. Andato in onda in tre puntate, il romanzo di Johann Wolfgang Goethe (pubblicato nel 1809) nella rilettura di Gianni Amico è una delle migliori reinterpretazioni di un classico della letteratura nella storia delle produzioni RAI. Marco Melani e Italo Alighiero Chiusano hanno collaborato con Amico alla sceneggiatura. “Le affinità elettive appartiene a un genere letterario molto moderno, quello del romanzo-saggio. Mi ha colpito soprattutto l’intuizione della psicanalisi, sia come problematica che come scienza. Un’intuizione che ha dell’incredibile se si pensa che il romanzo è stato scritto cent’anni prima di Freud. Oggi solo i classici sono veramente moderni. Parlando genericamente possiamo dire che il romanzo comincia come una commedia mondana in un clima illuminista e termina come una tragedia romantica” (Gianni Amico)

 

 

Venerdì 20 novembre 2020

RAI3 dalle 01.05 alle 06.00 (295’)

SAUDADE DE GIANNI AMICO

APPUNTI, RITORNI, AFFINITÀ ELETTIVE (4)

a cura di Fulvia Baglivi

 

DEDICATO AI GENITORI: UNA CHIACCHIERATA CON OLMO AMICO

A cura di Fulvio Baglivi, dur, 20’ circa

Olmo Amico è, con sua madre Fiorella Giovannelli, il principale custode e diffusore delle opere e dell’eredità di Gianni. Nel 2014 ha curato il dvd per la Cineteca di Bologna con Noi insistiamo! Suite per la libertà subitoAppunti per un film sul Jazz Il cinema della realtà, ha ideato insieme a Germano Maccioni L’uomo Amico, film che andranno in onda nei prossimi mesi. Nella sua azione c’è accanto all’amore per suo padre la coscienza che nelle opere e nelle passioni di Gianni ci sia una visione lucida e “umana” del mondo accompagnata a un’energia vitale che va conservata e condivisa.

 

LE CINQUE STAGIONI      (1°, 2°, 3° e 4° puntata)

(Id., Italia, 1976, col., dur., 233’)

Regia: Gianni Amico

Interpreti: Concetta Barra, Roy Boisier, Tino Carraro, Clelia Matania, Elsa Merlini

Prodotto dalla RAI e sceneggiato da Amico con Enzo Ungari e Arnaldo Bagnasco, è un racconto in 4 puntate scandito nel giro di un anno (L’inverno, La primavera, L’estate e L’autunno. Ambientato in una casa di riposo per anziani alla periferia di Genova, dove un gruppo di ospiti decide di costruire un presepio, il più bello che si sia mai visto, per vincere il premio di tre milioni di un concorso

“Ci potranno essere due tipi di reazioni entrambe sbagliate, quando il telefilm andrà in onda. Quella di chi si scandalizzerà nel sentire dire che “l’ospizio è bello” e nel non vedere espressa in soldoni la denuncia delle istituzioni chiuse, senza cogliere tutto l’affetto con cui si guarda alla vita e all’emarginazione di questo gruppo di nonnini, e quella di chi vedrà nel film soltanto la favoletta naive, senza cogliere la sempre presente, e però mai prevaricante, metafora politica che vi è intrecciata. Ed è invece nel dialogo continuo e fitto tra il fantastico e il quotidiano, fra le storie magiche che i vecchi si raccontano e la realtà degli acciacchi e delle malattie di tutti i giorni, nel rapporto tra i signori del palcoscenico (Carraro e Santuccio) e le maschere e le voci delle tradizioni popolari (il cavaliere Tino Scotti, la cantante napoletana Concetta Barra, gli attori del teatro dialettale genovese) fra il presente vissuto (un’esperienza di vita collettiva di quattordici settimane di lavorazione) e il futuro messo in scena, che Le cinque stagioni si costruisce come film e costruisce così, come ogni favola, la sua morale. (Alberto Farassino)